Grosseto, il fermo immagine di Lucas e Corlito

È ancora fresco di stampa il volume fotografico Città visibile, edito da Effigi di Arcidosso, attraverso il quale gli autori Uliano Lucas e Beppe Corlito focalizzano – con una sorta di fermo immagine – l’attenzione sulla città di Grosseto mettendone a nudo quei tratti che colpiscono e saltano all’occhio di chi vi arriva da fuori.

Ad inizio anno, presso il caffè letterario Il Fontanile, in via Orcagna, si è tenuta la presentazione del volume fotografico Città visibile (ed. Effigi, 2011), col sottotitolo curioso: un sabato di canicola a perpendicolo alla ricerca di qualcosa.
Gli autori Uliano Lucas (fotografie) e Beppe Corlito (testi) gettano lo sguardo sulla città di Grosseto di cui mettono a nudo quei tratti che saltano all’occhio di chi giunge in questo luogo da un altrove. Lucas, fotografo milanese, nel fermare la città non si risparmia e non la risparmia. Le sue foto sono testimonianza delle trasformazioni del territorio come prodotto dei cambiamenti sociali, economici e culturali. Comunicano frantumi di città dove il pressappochismo sfocia nella disarmonia di forme e colori, di linguaggi stilistici e di materiali, di spazi e di luoghi. Con l’occhio del fotoreporter ritrae atmosfere cittadine, solitarie figure umane, volti.
I testi di Beppe Corlito quasi cornice alle immagini di Lucas accompagnano il lettore dentro la realtà cittadina. Le sue parole siglano le foto evocando atmosfere e creando suggestioni. Di fronte ad un pubblico visibilmente interessato all’argomento gli interventi di Mario Papalini, l’editore amiatino sensibile ed attento alle cose ed alla gente di questo territorio, dell’architetto Francesco Mangani, di Mauro Papa direttore del CEDAV e di Corrado Barontini lo studioso di tradizioni popolari che vede i segni architettonici, come quelli linguistici, patrimonio di un luogo ed identità dei suoi abitanti, hanno sottolineato le problematiche della città in crescita mettendo a fuoco le criticità e formulando ipotesi di cambiamento.
“Febbraietto corto e maledetto”. È una rigida giornata invernale quella in cui ripercorro, quasi fascinazione, le immagini forti ed evocative di Uliano Lucas domandandomi quale città, dalla finestra ben chiusa, si rende visibile al mio sguardo. È quella delle cime spoglie agitate, sconvolte dalla gelide sferzate di vento dei monumentali platani, impiantati ai primi del ‘900 con funzione ornamentale, in quel viale Pisani (oggi Matteotti) già salotto buono della città. Quelli che restano dei secolari alberi, sopravvissuti alla strage dei posti auto realizzati sulle banchine stradali, soffrono di abbandono. Gli alberi di viale Mameli ormai non esistono più da decenni e gli alberelli messi a dimora anni fa tendono gli scheletri anneriti al cielo, per loro ormai troppo alto, soffocati dalla gommosi e dall’incuria. Sulla strada affacciano edifici vuoti e bui per la trasformazione, permessa forse con troppa leggerezza, delle abitazioni in uffici. Le facciate punteggiate di caldaie, condizionatori e parabole satellitari.
Ed è, se non degrado, squallore. Città visibile è opera realistica che sembra quasi contrappasso a quella filosofico-allegorica di Calvino con la rassegna di immagini di città: “È inutile stabilire se una città sia da classificare tra le città felici o tra quelle infelici. Non è in queste due specie che ha senso dividere la città, ma in altre due: quelle che continuano attraverso gli anni e le mutazioni a dare la loro forma ai desideri e quelle in cui i desideri o riescono a cancellare la città o ne sono cancellati” – Le città invisibili (ed. Einaudi, 1972).
Grosseto come la Leonia di Calvino è la città che in una trasformazione continua genera pezzi di sé da rottamare. Città “burlesque” ove si susseguono a ritmo incalzante stili e mode. Mentre il centro implode la città inesorabilmente si spalma verso i margini esterni rubando terra all’agricoltura. Edifici pretenziosamente avveniristici puntellano con le loro sagome lo struggente paesaggio di Maremma.
La morte del commercio di vicinato porta con sé anche la scomparsa di quel tessuto sociale fatto di solidarietà e di sussidiarietà spontanee, e non programmate a tavolino in qualche assessorato, proprie della Grosseto di pochi anni addietro.
Uliano Lucas e Beppe Corlito che, rispetto a questa città, sono in qualche modo “forestieri”, riescono ad entrare in contatto viscerale con la realtà grossetana che restituiscono al lettore in modo passionale e poetico attraverso il linguaggio delle immagini e delle parole. Le fotografie di Grosseto di Lucas appaiono scelte sull’onda di una partecipazione che diviene quasi condivisione di luoghi e persone. Nelle sue immagini c’è un qualche cosa di inatteso, un’originale comunicazione, una personale lettura del paesaggio urbano dove sono i silenzi a vincere sul chiasso quotidiano di questa piccola città di provincia.
Gli autori testimoniano una città che, anche se in bilico tra demagogia e qualunquismo, sembra restare sempre e comunque padrona del gioco.
Il volume è in vendita presso edicole e librerie e presso le Edizioni Effigi con sede ad Arcidosso, tel. 0564/967139, www.cpadver-effigi.com

Vanna Francesca Bertoncelli

Maremma Magazine, Aprile 2012

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