Speciale “Pellegrino verso il cielo”

Il libro “Pellegrino verso il cielo. Baldassarre Audiberti, il santo delle Croci“, di Santino Gallorini è entrato nella rosa dei tre finalisti per la Sezione Saggistica “XIII Premio letterario ‘Tagete’ 2011“.

La cerimonia di premiazione si svolgerà giovedi 12 gennaio p. v., presso la Sala dei Grandi della Provincia di Arezzo, Piazza della Libertà 3, alle ore 16:30.

Ultime novità su Baldassare Audiberti

Circa un anno fa usciva la biografia di Baldassarre Audiberti, il celebre Pellegrino-Penitente, morto e sepolto ad Ottavo il 7 luglio 1852 (Pellegrino verso il Cielo – Edizioni Effigi). Sappiamo che fu considerato un santo dai suoi contemporanei e che, probabilmente, solo motivi politici lo tennero lontano dalla gloria degli altari.

Vorrei qui far conoscere ai lettori le novità che in questo anno si sono aggiunte alle notizie contenute sul libro di Baldassarre.

Per prima cosa, occorre dire che l’uscita del libro ha creato un discreto battage pubblicitario, sia nei canali tradizionali che in internet. Infatti, se sono apparse recensioni in tanti giornali (Corriere della Sera – Firenze, La Repubblica – Firenze, Toscana Oggi, Araldo di Volterra, Araldo Poliziano, La Vita di Pistoia, La Nazione – Arezzo – Siena – Firenze, Corriere di Arezzo, Corriere di Siena, Il Tirreno, L’Etruria, Montepiesi, Storie Locali ecc.) e ne hanno dato notizia le TV locali, non dobbiamo dimenticare le tante presenze su internet (social network, siti di librerie on-line ecc.). Questa pubblicità ha fatto conoscere Baldassarre a molte altre persone e alcune di queste, direttamente o indirettamente, mi hanno contattato, segnalandomi nuove croci o nuove testimonianze. Altre persone, si sono rese conto di abitare accanto ad una croce di Baldassarre e quindi si sono impegnate nel restauro. A volte sono stato invitato a parlare di Baldassarre o alla ricollocazione di croci dopo il restauro.

E così, se sono andato a parlare di Baldassarre a Quarrata (PT), Agliana (PT) o Castiglion Fibocchi, sono stato presente anche alla ricollocazione della croce di Signa (FI), dove presenziava la cerimonia il Cardinale Silvano Piovanelli, arcivescovo emerito di Firenze. Sono stato invitato anche a Fabbrica di Peccioli (PI), dove ho assistito ad una bellissima cerimonia che ha visto collaborare assieme il Comune di Peccioli, la Soprintendenza di Pisa, la Diocesi di Volterra e varie associazioni locali: una croce di Baldassarre, collocata nel 1841, è stata magistralmente restaurata e ricollocata, di fronte a tante persone ed autorità.

Mi hanno invitato anche a future iniziative, come quella che si dovrebbe tenere verso la prossima Pasqua a Santa Maria a Monte (PI), per far conoscere Baldassarre, l’innalzatore della croce di Piazza. Un’altra croce di Baldassarre, collocata a Castel del Piano (GR) è attualmente in restauro.
In questo anno mi sono state segnalate molte altre croci di Baldassarre e fra queste sono piuttosto numerose quelle del territorio di Agliana (PT).

Ma le segnalazioni che mi appaiono più significative, anche per capire meglio la considerazione di cui godesse Baldassarre sia presso il popolo che tra gli ambienti ecclesiastici, sono tre:
Reliquiario Teca con Veste di Baldassarre – Presso le Monache Clarisse Cappuccine di Colle Val d’Elsa (SI) è conservato un reliquiario teca in legno, rivestito esternamente con una carta beige e rossa a motivi vegetali. L’interno è foderato da una carta arancione e da taffetas di seta rosa, delimitato nella parte anteriore da quattro archi sostenuti da tre pilastrini, al fine di mostrare l’abito di Baldassarre, contenuto all’interno del cofanetto. Le monache si sono trasferite da poco a Colle, sostituendo i frati cappuccini: esse provengono da Siena e probabilmente era là che veniva conservata come una reliquia la veste dell’Audiberti.

Stampa con Baldassarre che innalza una croce – In una vecchia e polverosa soffitta, nella zona di Pistoia, era conservata una inedita stampa. La proprietaria ricordava che la propria nonna era stata testimone di alcuni innalzamenti di croci effettuati negli anni Quaranta dell’Ottocento nella periferia pistoiese. La stampa è datata 1841 e rappresenta quello che avvenne mille e mille volte in tanti luoghi del Centro Italia: Baldassarre appare inginocchiato e in adorazione della croce, ai suoi lati ci sono due sacerdoti, poi vediamo i confratelli incappucciati di due Cofraternite ed i fedeli. La scena rappresenta il momento in cui, dopo una processione, è stata innalzata una croce e tutti pregano di fronte ad essa. Una scritta alla base dice: “Baldassare Audiberti nell’atto di adorare la SS. Croce e procissione l’anno 1841”.

Plico con capelli di Baldassarre: Nella Lipsanotheca (luogo in cui vengono conservate le reliquie dei maggiori Santi della Cristianità) della Cattedrale di Arezzo è stato rinvenuto dal Maestro di Sacrestia, Can. Don Gianni Zanchi, un piccolo plico in carta, con tre sigilli in ceralacca, dove appare l’insegna vescovile. Su un lato c’è la scritta Ex capillis Blathassaris Audibert / Obiit die julii 1852. Dunque, i capelli di Baldassarre sono stati conservati tra le reliquie dei santi, seppur egli non sia stato proclamato neppure beato.

Questi tre reperti sono indubbiamente interessantissimi e ci dimostrano quale fosse la devozione verso Baldassarre, sia nel popolo dei fedeli che nelle gerarchie ecclesiastiche. Se a questi nuovi elementi aggiungiamo quelli già noti (scarpe e pantaloni custoditi dai parroci di Cozzano, frammenti del vestito conservati all’Archivio della Curia Vescovile di Arezzo, stampe custodite in tante abitazioni della Toscana ecc.), il quadro si fa davvero interessante.

Vi è poi anche un’altra interessante notizia, segnalatami dall’amico Massimo Guidi di Laiatico (PI): nel 1829 a Ponsacco (PI) stavano costruendo la nuova chiesa parrocchiale, ma iniziò una dura lite tra parroco, popolazione e deputazione incaricata di portare avanti i lavori. Pertanto, il sacro edificio non vedeva mai la conclusione dei lavori e non si prevedeva una felice soluzione. Alla fine, il parroco convinse popolazione e deputazione a recarsi assieme da un Eremita che abitava in quei boschi. Si trattava di Baldassarre, che già era molto stimato e venerato. Ci andarono e il Penitente riuscì a pacificare tutti, facendo ripartire i lavori e portando all’edificazione completa la chiesa di Ponsacco.

Comunque, la speranza è che, piano piano, aumenti l’attenzione verso il Pellegrino-Penitente, in modo da riuscire a salvaguardare le sue croci superstiti, promuovendo restauri e ricollocazioni. Credo che ancora ci siano in giro per il Centro Italia, ulteriori testimonianze di Baldassarre, sia in archivi pubblici che in abitazioni private. Così come ci saranno molte testimonianze nei tanti archivi delle parrocchie che videro passare e ripassare l’Audiberti nei loro territori, innalzando croci e dispensando tanto bene tra le popolazioni. La ricerca continua.

Santino Gallorini

Le COINCIDENZE e Baldassarre

COINCIDENZA: è che don Enrico Marini – arciprete di Lucignano – invece che andare al mare, si recasse in montagna, sull’Amiata.

COINCIDENZA: è che sull’Amiata don Enrico conoscesse la signora Anna Innocenti Periccioli, nipote di David Lazzaretti – il Messia dell’Amiata – e che questa signora gli parlasse di uno strano penitente che metteva le croci e che aveva influenzato suo nonno, il Lazzaretti.

COINCIDENZA: è che don Enrico, che voleva saperne di più su questo penitente, anche per fornire notizie alla signora Innocenti-Periccioli, fra i tanti che si interessano di storia, abbia chiamato me, che conoscevo Baldassarre.

COINCIDENZA: è che dopo aver trovato qualche appunto su Baldassarre e dopo aver letto le interessanti righe a lui dedicate dal caro amico don Angelo Tafi, mi sia interessato a questo strano personaggio.

COINCIDENZA: è che sia arrivato a casa mia il dottor Alfredo Cenni – originario di Buonconvento – sapendo che io stavo lavorando ad una biografia su Baldassarre. Il fatto è che io non lo sapevo.

COINCIDENZA: è che il dottor Cenni mi indicasse il dottor Torriti di Caltelmuzio, che a sua volta aveva qualche notizia su Baldassarre.

COINCIDENZA: è che il dottor Torriti mi inviasse dal dottor Carlo Bologni di Sarteano, uno dei maggiori collezionisti e conoscitori delle memorie baldassarriane.

COINCIDENZA: è che quando telefono ai cappuccini di Arcidosso, per chiedere di una croce di Baldassarre lì innalzata, mi risponda il caro amico, padre Innocenzo, che dopo essere stato a Castiglion Firoentino ed a Montevarchi, lo avevo perduto.

COINCIDENZA: è che in quel periodo in tanti appaiano interessati alla figura di Baldassarre. Vi stanno lavorando Enzo Droandi di Arezzo, Salvatore di Salvo di Roma, mons. Ugo Bocelli di Volterra e Giorgio Batini di Firenze. Tutti e quattro mi contattano e mi inviano materiale.

COINCIDENZA: è che il generale comandante dell’Archive de l’Armée de Terre francese, “à titre exceptionel”, facesse fare per me una ricerca su Baldasarre.

COINCIDENZA: è che appena parlo con una persona di Baldassarre, scopro che non lo conosce. Ma spesso mi richiama pochi giorni dopo, fornendomi documenti, indicazioni ed altro. (Leone Cungi, Carmelo Serafini, Piero Guarducci, Giampiero Ceccherini).

COINCIDENZA: è che quando mi interesso ad un eventuale processo di beatificazione di Baldassarre, l’amico Lucio Bigi abbia casualmente un volume su tutte le cause in corso o sospese e l’amico Moreno Massaini abbia un libro, con le indicazioni per avviarne uno.

COINCIDENZA: è che quando vado a casa Bartolomei a Campalla di Anghiari, trovi appesa un’immagine di Baldassarre, con dietro appuntato un foglietto che narra di un suo passaggio di là.

COINCIDENZA: è che fatti analoghi mi siano accaduti in altre località, come al Castello delle Quattro Torri a Siena.

COINCIDENZA: è che il mio amico Massimo Pulitini, non faccia altro che trovare stampe, croci ed altre memorie di Baldassarre.

COINCIDENZA: è che chiedo ed ottengo un prezioso aiuto da mons. Franco Agostinelli (Vicario Generale della Diocesi) e da don Vittorio Gepponi (Cancelliere della Curia). Ma poco dopo uno diventa Vescovo di Grosseto e l’altro viene chiamato alla Segreteria di Stato Vaticana.

COINCIDENZA: è che quando incomincio a parlare di pubblicazione, riesca ad ottenere la prestigiosa Prefazione dal Vicario del Papa per la Città del Vaticano, il cardinale Angelo Comastri.

COINCIDENZA: è che mentre alcuni miei amici stanno cercando una casa editrice ed ci sia già un assenso di massima alla pubblicazione, da parte della LEF di Firenze e della Cantagalli di Siena, arrivi Mario Papalini, di Edizioni Effigi e voglia ad ogni costo pubblicare lui il libro.

COINCIDENZA: è che Edizioni Effigi sia di Arcidosso, nell’Amiata e che quindi il libro torni da dove era partito.

COINCIDENZA: è che ci siano state tutte queste coincidenze.

Santino Gallorini

 

Commenti

1 commento a “Speciale “Pellegrino verso il cielo””


  1. Piccolo ha detto:

    « Volli, e volli sempre, e fortissimamente volli » Sei un grande
    ciao Piccolo

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